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cliffhanger006
9th July 2007, 09:44
ragazzi, stamane mi e' venuta in mente una cosa: molti sostengono che tra 20-30 anni a dispetto dell'effetto serra e cambiamenti climatici, che dovrebbero portarci sempre verso temperature piu' calde, ci potrebbe essere , proprio dovuto anche all'effetto serra, anche entro 10 anni, una situazione che potrebbe catapultarci verso un'era piu' fredda, tipo la PEG.una domanda rivolta a tutti voi: come la pensate? secondo chi di voi potrebbe succedere? e perche'? facciamo questo" gioco". :lul

Francesco da Lanciano
9th July 2007, 10:23
non credo a nessuna ipotesi estrema.
purtroppo gradualmente si andrà verso fenomeni sempre + violenti e verso il caldo ma GRADUAMENTE secondo me..

credo che potrò vedere qlcosa di forte solo durante la mia vecchiaia qnd sarò ricoglionito...

poi morirò...per chi verrà dopo di me saranno caxxi...

brizio700
9th July 2007, 11:58
Grande Cliff, saI bene come la penso...

Burian-Rodan
9th July 2007, 12:03
Grande Cliff, saI bene come la penso...

Come ? :-K

brizio700
9th July 2007, 12:22
Grande Cliff, saI bene come la penso...

Come ? :-K

L'aumento dei gas serra determinati dall'uomo incidono in modo trascurabile sul motore climatico.
L'aumento termico globale a cui stiamo assistendo fa parte di un andamento climatico non regolare a cui la Terra è soggetta da quando è nata. La curva termica analizzata su tempi molto lunghi non mostra ciclicità matematiche, però mostra con chiara evidenza bruschi cambiamenti termici negativi proprio in prossimità di acuti positivi.
Esempio:
1804 anno senza inverno, l'europa mieteva il grano in febbraio.
Solo qualche anno dopo l'intera europa pionbava in inverni siberiani.

Siamo al culmine di una fase climatica molto calda, ieri il Calderone mostrava il ghiaccio fossile come non lo aveva mai fatto.
A mio modesto giudizio il caldo dell'ultimo anno come l'estate 2003 ed i caldi inverni degli anni 90, sono un chiaro segnale di un imminente cambio di direzione.

Burian-Rodan
9th July 2007, 12:30
Ipotesi Brizio ipotesi interessante :-K ;) :king

brizio700
9th July 2007, 12:56
Vero Germà,
è solo una umile ipotesi.
Però vorrei affermare quasi con certezza che un aumento termico globale determina una risposta del sistema Terra, con un ritardo di circa 800 anni, quantificabile in un 20% di aumento di CO2. Dunque l'aumento di CO2 non è la causa ma è l'effetto di un incremento termico.

Snowhell
9th July 2007, 13:10
Grande Cliff, saI bene come la penso...

Come ? :-K

L'aumento dei gas serra determinati dall'uomo incidono in modo trascurabile sul motore climatico.
L'aumento termico globale a cui stiamo assistendo fa parte di un andamento climatico non regolare a cui la Terra è soggetta da quando è nata. La curva termica analizzata su tempi molto lunghi non mostra ciclicità matematiche, però mostra con chiara evidenza bruschi cambiamenti termici negativi proprio in prossimità di acuti positivi.
Esempio:
1804 anno senza inverno, l'europa mieteva il grano in febbraio.
Solo qualche anno dopo l'intera europa pionbava in inverni siberiani.

Siamo al culmine di una fase climatica molto calda, ieri il Calderone mostrava il ghiaccio fossile come non lo aveva mai fatto.
A mio modesto giudizio il caldo dell'ultimo anno come l'estate 2003 ed i caldi inverni degli anni 90, sono un chiaro segnale di un imminente cambio di direzione.


:ok :ok ;)

Valeneve
9th July 2007, 13:24
Vero Germà,
è solo una umile ipotesi.
Però vorrei affermare quasi con certezza che un aumento termico globale determina una risposta del sistema Terra, con un ritardo di circa 800 anni, quantificabile in un 20% di aumento di CO2. Dunque l'aumento di CO2 non è la causa ma è l'effetto di un incremento termico.

Vero!questi dati sono molto interessanti e sono stati oggetto di discussione anche nell'ultima puntata del programma super-quark!

Valeneve
9th July 2007, 13:25
Ipotesi Brizio ipotesi interessante :-K ;) :king

ah germà!anche la Triade è solo un' "IPOTESI INTERESSANTE"! :tie :D

daregaz
9th July 2007, 13:36
Vero Germà,
è solo una umile ipotesi.
Però vorrei affermare quasi con certezza che un aumento termico globale determina una risposta del sistema Terra, con un ritardo di circa 800 anni, quantificabile in un 20% di aumento di CO2. Dunque l'aumento di CO2 non è la causa ma è l'effetto di un incremento termico.

Vero!questi dati sono molto interessanti e sono stati oggetto di discussione anche nell'ultima puntata del programma super-quark!

super quark? Io ho visto Matrix.. il primo servizio era basato proprio su questo.. la CO2 che aumenta è un effetto e non la causa

Valeneve
9th July 2007, 13:42
scusate mi so confuso...in effetti era matrix....il sole di ieri ancora mi dà alla testa! :D

Burian-Rodan
9th July 2007, 13:50
Ipotesi Brizio ipotesi interessante :-K ;) :king

ah germà!anche la Triade è solo un' "IPOTESI INTERESSANTE"! :tie :D

Certo.... :king

Un'ipotesi che mi porterà a raggiungere CSA in pulman e sentire Nevizio che esce in pigiama la notte a fare filmini davanti casa sua :D :geniale

Nevizio BANNATO A VITA
9th July 2007, 13:55
Ipotesi Brizio ipotesi interessante :-K ;) :king

ah germà!anche la Triade è solo un' "IPOTESI INTERESSANTE"! :tie :D

Certo.... :king

Un'ipotesi che mi porterà a raggiungere CSA in pulman e sentire Nevizio che esce in pigiama la notte a fare filmini davanti casa sua :D :geniale

eh eh eh eh...stanno se va come speriamo 2 mattità di quelle fatte bene le facciamo :D :scicomeno :-K

Claudiano
9th July 2007, 15:24
Grande Cliff, saI bene come la penso...

Come ? :-K

L'aumento dei gas serra determinati dall'uomo incidono in modo trascurabile sul motore climatico.
L'aumento termico globale a cui stiamo assistendo fa parte di un andamento climatico non regolare a cui la Terra è soggetta da quando è nata. La curva termica analizzata su tempi molto lunghi non mostra ciclicità matematiche, però mostra con chiara evidenza bruschi cambiamenti termici negativi proprio in prossimità di acuti positivi.
Esempio:
1804 anno senza inverno, l'europa mieteva il grano in febbraio.
Solo qualche anno dopo l'intera europa pionbava in inverni siberiani.

Siamo al culmine di una fase climatica molto calda, ieri il Calderone mostrava il ghiaccio fossile come non lo aveva mai fatto.
A mio modesto giudizio il caldo dell'ultimo anno come l'estate 2003 ed i caldi inverni degli anni 90, sono un chiaro segnale di un imminente cambio di direzione.

Interessante veramente Brizio.....non ci avevo mai riflettuto su questo aspetto :-K

Gianluca Morsa
9th July 2007, 15:29
D'accordissimo con Brizio in tutto e per tutto! :ok :ok :ok

cliffhanger006
9th July 2007, 17:11
D'accordissimo con Brizio in tutto e per tutto! :ok :ok :ok quoto pienamente , c'e' un filo conduttore in quello che dice. :ok

NIX FORTIS
10th July 2007, 22:46
Da una mia osservazione credo che tra gli inverni più caldi si debbano collocare anche quelli degli anni '70.

Nevizio BANNATO A VITA
10th July 2007, 22:51
Mha.... :-K ho i miei dubbi :-K

cliffhanger006
11th July 2007, 07:58
Da una mia osservazione credo che tra gli inverni più caldi si debbano collocare anche quelli degli anni '70. il 1973-74 e' stato mite, se non erro. io a quei tempi ero in america, ed ero anche piccolo, ma dovrebbe essere cosi.

Snowhell
1st August 2007, 02:27
Riporto per intero l'articolo "previsioni o proiezioni" di Claudio Gravina.
Ottimo articolo per riflettere su alcune cose che ci vengono proposte ogni giorno dai mezzi di telecomunicazione come verità di fede.

Recentemente si è acceso un interessante scambio di battute in merito alle posizioni assunte nelle recenti pubblicazioni dell’IPCC. L’Intergovernmental Panel on Climate Change è stato fondato nel 1988, ad opera della World Meteorological Organization (WMO) e dell’United Nations Environmental Program (UNEP). In questi anni abbiamo sentito parlare molto spesso di IPCC e, ancora di più, dei suoi report, l’ultimo dei quali, il quarto, è stato pubblicato da pochi mesi. Chi legge o si interessa un po’ di climatologia, sa (benissimo) che i rapporti IPCC hanno scatenato discussioni molto accese, oggi ve ne proponiamo una piuttosto singolare e interessante, per la sua particolarità. Tutto prende le mosse da un’affermazione di Kevin Trenberth, direttore del Climate Analysis Section presso il National Center for Atmospheric Research (NCAR), nonché lead author per l’IPCC (2001, 2007). Leggiamo nel weblog di Trenberth che l’IPCC non esegue previsioni, bensì fornisce proiezioni di come sarà il clima futuro, partendo da precisi scenari e livelli di emissioni di gas serra, in termini tecnici si tratta di scenari “what if”, ovvero “cosa succederebbe se…”. Perché Trenberth, scienziato di punta dell’NCAR e dell’IPCC, scrive un articolo per puntualizzare questi concetti? Perchè deve rispondere ad un intervento pubblico (con relativo rapporto) da parte di J. Scott Armstrong e Kesten Green, che analizzano in modo critico le previsioni IPCC. Armstrong è docente di Marketing presso la Wharton Business School (Università della Pennsylvania) ed è riconosciuto a livello internazionale come uno dei maggiori studiosi di processi previsionali a lungo termine. Kesten Charles Green è ricercatore presso la “Faculty of Business and Economics”, dipartimento di Econometria.
Nell’introduzione al lavoro di Armstrong e Green si riassume il concetto di fondo espresso dai due scienziati: le previsioni IPCC sono prive di affidabilità e, statisticamente, nei prossimi 90 anni potremmo aspettarci tanto un riscaldamento globale, quanto un raffreddamento. Ed ecco che, finalmente, ci avviciniamo all’oggetto del contendere, infatti, Trenberth sostiene che l’IPCC non si occupi di previsioni climatiche. Ci troviamo di fronte, invece, a scenari che partono dal BAS (Businness as Usual, ovvero mantenimento dello status quo) e che via via prevedono percentuali differenti di mitigazione del riscaldamento globale di origine antropica, il tutto perfettamente confezionato per i policymakers, ovvero coloro i quali devono prendere le decisioni che contano per il futuro del nostro Pianeta. Del resto diversamente non potrebbe essere, considerato il fatto che l’IPCC è, in seno alle Nazioni Unite, un organo politico.
Leggendo questa sequenza di fatti, che vi proponiamo esattamente nell’ordine in cui sono accaduti, nascono molti dubbi e considerazioni. Ad esempio, è interessante sapere che l’IPCC ci proponga degli scenari possibili con diversi gradi di probabilità e non delle univoche certezze; questo bisognerebbe spiegarlo a buona parte del mondo mediatico e politico: è all’ordine del giorno, ormai, l’immagine di un 2099 con la Terra in preda a temperature da deserto del Sahara e con i mari che giungono nelle zone più interne dei nostri continenti. Magari questo è il “worst case scenario” (ovvero lo scenario peggiore possibile), ma la facilità con cui viene propinato ci fa dubitare che venga proposto come semplice possibilità.
Andiamo avanti, Trenberth afferma che nessuno dei modelli utilizzati dall’IPCC venga inizializzato a partire dalle condizioni osservate, quindi nessuno dei modelli utilizzati ha un legame con le condizioni climatiche attuali (nè si intende utilizzare tale legame), inoltre nei modelli non troviamo niente che assomigli alle sequenze di indici climatici teleconnettivi e non, quali ENSO, PDO, AMO (dietro queste sigle si nascondono indicatori climatici, utilizzati dagli scienziati per raffigurare determinati aspetti del nostro clima. Il più famoso è l’indice ENSO che sintetizza il comportamento del famosissimo fenomeno El Niño), troppo complessi questi meccanismi per essere replicati. Eppure si sottolinea l’importanza di tali fenomeni nel modificare ed intervenire sul clima, anche a livello planetario. Come se questo non bastasse, le condizioni iniziali di partenza dei vari modelli potrebbero portare ad evoluzioni successive estremamente divergenti e a degli errori, anche perché le condizioni iniziali no perfettamente note. Tutto questo porta alla seguente conclusione, a cui è giunto da molto tempo ormai il Dr. Pielke senior, noto meteorologo americano, attento studioso degli effetti del cambiamento climatico su scala locale. Dicevamo delle conclusioni di Trenberth, nelle quali si afferma l’impossibilità di poter valutare il cambiamento climatico su scala locale, almeno fino a che i modelli climatici non saranno correttamente inizializzati, ovvero partendo dalle condizioni attuali.
Per prevedere, o meglio, per designare gli scenari futuri, quindi, non rimane altro che utilizzare i modelli climatici e la loro capacità di individuare dei trend, gli scostamenti dei quali ci aiutano a comprendere la tendenza del sistema climatico stesso. Questo sistema funziona bene per le forzanti a livello globale, ma non per quelle a livello locale nè per particolari aspetti del clima come ad esempio il ciclo dell’acqua, e quindi la capacità di prevedere siccità a livello locale, da cui derivano numerosi effetti di feedback.
Sarà bene tenere conto di queste considerazioni quando leggeremo di un futuro climatico già segnato: pensiamo a come è stato generato quello scenario e con quali strumenti. Aggiungo, inoltre, che allo stato dell’arte, nonostante i cospicui fondi ricevuti in questi anni dalla ricerca nel campo della climatologia, gli strumenti a disposizione sono poco affidabili. Inizialmente era necessario sviluppare modelli ad altissima risoluzione, e questo è valso almeno un decennio di stanziamenti milionari. Adesso ci si è resi conto che, in ogni caso, il futuro della predicibilità è a livello locale ma i modelli sin qui realizzati difficilmente riusciranno ad assolvere a questo compito. Altri finanziamenti all’orizzonte? Sia chiaro, la ricerca è l’anima stessa della Scienza, e la ricerca costa. Ben vengano i sostentamenti economici, nella sola ed unica speranza che vengano indirizzati per meriti scientifici e non di appartenza. E inoltre, si tratterà di previsioni, o proiezioni?
Fonti
Global Warming Audit
Climate Feedback
Climate Science
Biografie
J. Scott Armstrong
Roger Pielke Sr.
Kevin Trenberth


Fonte Climate Monitor

sottozero
1st August 2007, 19:59
non so se è stato gia' postato da qualcuno....su ML ecco un articolo

meteolive (http://meteolive.leonardo.it/meteo-notizia.php?id=19864)

Burian-Rodan
1st August 2007, 21:42
non so se è stato gia' postato da qualcuno....su ML ecco un articolo

meteolive (http://meteolive.leonardo.it/meteo-notizia.php?id=19864)

Articolo davvero eloquente ! ;)

Moolto molto interessante :)

cliffhanger006
1st August 2007, 23:25
Grazie della segnalazione Paole'! che schifo pero'!!!

Burian-Rodan
1st August 2007, 23:27
che schifo pero'!!!

Cosa ? La PEG ? :D

Preferisci il cammello ? :D

cliffhanger006
1st August 2007, 23:33
e si perche' mi fa fare le temperature piu' alte... :D ma vaaaaaaa Germa', sono le corruzioni lo schifo ...o no?

Burian-Rodan
2nd August 2007, 00:04
e si perche' mi fa fare le temperature piu' alte... :D ma vaaaaaaa Germa', sono le corruzioni lo schifo ...o no?

:D

NIX FORTIS
2nd August 2007, 19:14
Interessante l'articolo non c'è che dire......

Claudiano
6th August 2007, 03:09
ormai non mi stupisco più di niente :muro

NIX FORTIS
6th August 2007, 10:39
Purtroppo........

Stormchaser
6th August 2007, 10:52
ormai non mi stupisco più di niente :muro

e fai benissimo caro claudio.....in questo mondo fatto solo di "interessi" ormai non ci si deve stupire più di nulla....

per fortuna che Mother Earth non li sta a sentire e "She goes her own way".....meno male.

AbruzzoMeteo
6th August 2007, 20:39
Mah... no comment... :muro