tempesta_globale
13th March 2007, 16:51
Qualche giorno fa a Teramo c’è stata una conferenza dal titolo “Cambiamenti climatici e sviluppo sostenibile” tenuta dal prof. Gianni Mattioli; alcuni lo ricorderanno era un parlamentare dei Verdi ed è stato anche ministro.
La tesi che il prof. Mattioli riportava era sostanzialmente questa: premettendo che l’atmosfera è un sistema fisico e che tutti i sistemi fisici tendono all’equilibrio, le maggiori accademie scientifiche mondiali concordano sul fatto che:
• È stato modificato l’equilibrio di tale sistema e, quindi, l’atmosfera ne sta cercando un altro (gli attuali sconvolgimenti climatici sono prova di ciò).
• Il nuovo equilibrio non è detto che possa determinare condizioni climatiche a noi favorevoli.
• La causa è di origine antropica (emissioni di CO2).
Alla fine della conferenza c’è stato un breve dibattito nel quale ho provato a sollecitarlo chiedendogli se siamo proprio sicuri che la colpa sia tutta e solo della CO2, visto che in epoche storiche antecedenti, quando non esistevano emissioni di tale gas provocate dall’uomo, ci sono stati periodi climatici molto diversi dall’attuale: più caldi, quando i vichinghi colonizzavano la Groenlandia (intorno all’anno 1000); e più freddi (la piccola era glaciale tra il XV° e il XIX° secolo).
La sua risposta, anche perché veniva alla fine di una serie di domande di diverso genere, è stata piuttosto evasiva. Il professore ribadiva che lo sconvolgimento climatico c’è, che la colpa è dell’uomo che butta in atmosfera grandi quantità di gas serra e che uno dei modi per venirne fuori è adottare fonti energetiche rinnovabili (sole, vento).
Sono abbastanza convinto, idea che mi sono fatto leggendo vari libri e articoli di climatologia e meteorologia, che non c’è la certezza che il cambio climatico sia dovuto solo all’aumento dei gas serra (e per certezza intendo una certezza dimostrabile), e allora mi chiedo perché questa tesi venga sostenuta in maniera così insistente anche da famosi cattedratici.
Ritengo questa posizione un risultato di una esemplificazione troppo spinta dell’attuale problematica del clima, il cui corretto approccio dovrebbe invece essere di grande apertura e di maggiore onestà intellettuale. L’opinione pubblica non ha bisogno di verità precostituite o predigerite ma invece va correttamente informata affinché possa formarsi un pensiero proprio. Di questo ne dovrebbero tenere conto soprattutto i mezzi di informazione responsabili di un bombardamento mediatico teso ad inculcare nella gente la semplice equazione: il cambio climatico è colpa del riscaldamento globale che è colpa delle emissioni di CO2 .
Se andiamo verso un periodo più caldo o più freddo o più piovoso o più secco secondo me Dio solo lo sa.
Ogni previsione meteorologica o climatica a lungo termine è solo un mero esercizio di teoria.
La tesi che il prof. Mattioli riportava era sostanzialmente questa: premettendo che l’atmosfera è un sistema fisico e che tutti i sistemi fisici tendono all’equilibrio, le maggiori accademie scientifiche mondiali concordano sul fatto che:
• È stato modificato l’equilibrio di tale sistema e, quindi, l’atmosfera ne sta cercando un altro (gli attuali sconvolgimenti climatici sono prova di ciò).
• Il nuovo equilibrio non è detto che possa determinare condizioni climatiche a noi favorevoli.
• La causa è di origine antropica (emissioni di CO2).
Alla fine della conferenza c’è stato un breve dibattito nel quale ho provato a sollecitarlo chiedendogli se siamo proprio sicuri che la colpa sia tutta e solo della CO2, visto che in epoche storiche antecedenti, quando non esistevano emissioni di tale gas provocate dall’uomo, ci sono stati periodi climatici molto diversi dall’attuale: più caldi, quando i vichinghi colonizzavano la Groenlandia (intorno all’anno 1000); e più freddi (la piccola era glaciale tra il XV° e il XIX° secolo).
La sua risposta, anche perché veniva alla fine di una serie di domande di diverso genere, è stata piuttosto evasiva. Il professore ribadiva che lo sconvolgimento climatico c’è, che la colpa è dell’uomo che butta in atmosfera grandi quantità di gas serra e che uno dei modi per venirne fuori è adottare fonti energetiche rinnovabili (sole, vento).
Sono abbastanza convinto, idea che mi sono fatto leggendo vari libri e articoli di climatologia e meteorologia, che non c’è la certezza che il cambio climatico sia dovuto solo all’aumento dei gas serra (e per certezza intendo una certezza dimostrabile), e allora mi chiedo perché questa tesi venga sostenuta in maniera così insistente anche da famosi cattedratici.
Ritengo questa posizione un risultato di una esemplificazione troppo spinta dell’attuale problematica del clima, il cui corretto approccio dovrebbe invece essere di grande apertura e di maggiore onestà intellettuale. L’opinione pubblica non ha bisogno di verità precostituite o predigerite ma invece va correttamente informata affinché possa formarsi un pensiero proprio. Di questo ne dovrebbero tenere conto soprattutto i mezzi di informazione responsabili di un bombardamento mediatico teso ad inculcare nella gente la semplice equazione: il cambio climatico è colpa del riscaldamento globale che è colpa delle emissioni di CO2 .
Se andiamo verso un periodo più caldo o più freddo o più piovoso o più secco secondo me Dio solo lo sa.
Ogni previsione meteorologica o climatica a lungo termine è solo un mero esercizio di teoria.