Snowhell
6th November 2006, 00:16
Nella sua massima espansione i ghiacci ricoprivano una superfice di 40 milioni di Km2, tre volte quella attuale. Comunque l'estensione glaciale in Groenlandia e nell'Antartide aveva una estensione poco diversa da quella attuale, anche se con uno spessore maggiore. In USA il giaccio era continuo dall'Atlantico al Pacifico, con limite del giaccio continuo ad ovest del 100° meridiano W sul 49° parallelo, ad est 40° parallelo.
In Europa il ghiaccio copriva in maniera continua la Scandinavia fino in mare aperto, l'Inghilterra settentrionale e Scozia, Galles e parte dell'Irlanda.
Sulle Alpi 150 mila Km2 di ghiaccio, con punte di 1800 mt di spessore, dove nel versante italiano, i ghiacciai alpini, erano su ampi tratti delle Prealpi e dell'alta pianura padana, dove uscivano dalle valli i ghiacciai che si fondevano inseme, formando i ghiacciai pedemontani.Anche l'Appennino ospitava apparati glaciali, lunghi dei kilometri, fino a comprendere la Sila e il Pollino. Il limite delle nevi permanenti era sceso in Italia di 1200mt. I mari a quel tempo, per l'accumolo di ghiaccio, erano sotto livello di 100/110 mt rispetto all'attuale.
In Europa centrale il mese più caldo registrava valori di 4°/5° gradi.In inverno l'albedo e la massa di ghiaccio costruiva un possente anticiclone termico situato fra le Alpi e il Baltico, con temperature di media oltre i -40°!!
Isole Britanniche, Scandinavia e Germania settentrionale gelo perenne, con Europa centro-occidentale clima freddo da tundra, con estati con max di temperatura di 8°/9° e invernali di -18°/ -20°.
L'Africa settentrionale, il lembo meridionale dell'Iberia e la Sicilia, rientravano nella area temperata umida, con frequenti passaggi ciclonici (depressioni) che entravano da ovest verso est, flusso perturbato oceanico, apportando copiose precipitazioni, con richiami di gelo costante e nevicate poco più a nord sempre in area Mediterranea, per frequenti irruzioni di aria gelidissima, in arrivo dalle Alpi. La poderosa influenza dei ghiacciai, aveva obbligato lo spostamento delle zone climatiche verso l'equatore.
Pensate che studiosi americani, hanno stabilito, con ricostruzioni, che questa ultima era glaciale, registrava condizioni astronomiche simili alle nostre,, e secondo i parametri di Milankovitch, 18.000 anni fa, vi era solo una differenza menno dell'1% rispetto all'epoca presente, con asse a 23° 44' oggi 23° 27', ed eccentricità 0,019, oggi 0,017.
Vi era solo la differenza che nel perielio, minima distanza dal sole con l'avvento dell'inverno, non era in dicembre-gennaio, ma in vicinanza dell'equinozio d'autunno, per la precessione dell'asse, ma sempre da calcoli eseguiti, considerando l'intero anno, la radiazione era praticamente identica all'attuale, anche se registrava max maggiori in marzo-maggio e inferiori a settembre-novembre.
Roberto Madrigali....
In Europa il ghiaccio copriva in maniera continua la Scandinavia fino in mare aperto, l'Inghilterra settentrionale e Scozia, Galles e parte dell'Irlanda.
Sulle Alpi 150 mila Km2 di ghiaccio, con punte di 1800 mt di spessore, dove nel versante italiano, i ghiacciai alpini, erano su ampi tratti delle Prealpi e dell'alta pianura padana, dove uscivano dalle valli i ghiacciai che si fondevano inseme, formando i ghiacciai pedemontani.Anche l'Appennino ospitava apparati glaciali, lunghi dei kilometri, fino a comprendere la Sila e il Pollino. Il limite delle nevi permanenti era sceso in Italia di 1200mt. I mari a quel tempo, per l'accumolo di ghiaccio, erano sotto livello di 100/110 mt rispetto all'attuale.
In Europa centrale il mese più caldo registrava valori di 4°/5° gradi.In inverno l'albedo e la massa di ghiaccio costruiva un possente anticiclone termico situato fra le Alpi e il Baltico, con temperature di media oltre i -40°!!
Isole Britanniche, Scandinavia e Germania settentrionale gelo perenne, con Europa centro-occidentale clima freddo da tundra, con estati con max di temperatura di 8°/9° e invernali di -18°/ -20°.
L'Africa settentrionale, il lembo meridionale dell'Iberia e la Sicilia, rientravano nella area temperata umida, con frequenti passaggi ciclonici (depressioni) che entravano da ovest verso est, flusso perturbato oceanico, apportando copiose precipitazioni, con richiami di gelo costante e nevicate poco più a nord sempre in area Mediterranea, per frequenti irruzioni di aria gelidissima, in arrivo dalle Alpi. La poderosa influenza dei ghiacciai, aveva obbligato lo spostamento delle zone climatiche verso l'equatore.
Pensate che studiosi americani, hanno stabilito, con ricostruzioni, che questa ultima era glaciale, registrava condizioni astronomiche simili alle nostre,, e secondo i parametri di Milankovitch, 18.000 anni fa, vi era solo una differenza menno dell'1% rispetto all'epoca presente, con asse a 23° 44' oggi 23° 27', ed eccentricità 0,019, oggi 0,017.
Vi era solo la differenza che nel perielio, minima distanza dal sole con l'avvento dell'inverno, non era in dicembre-gennaio, ma in vicinanza dell'equinozio d'autunno, per la precessione dell'asse, ma sempre da calcoli eseguiti, considerando l'intero anno, la radiazione era praticamente identica all'attuale, anche se registrava max maggiori in marzo-maggio e inferiori a settembre-novembre.
Roberto Madrigali....