Arcadico
29th June 2006, 16:16
Con tutto questo caldo sogno solo freddo ma tanto freddo cosi leggendo in rete ho trovato questo articolo interessante,sicuramente sapete di cosa si sta parlando ma conviene sempre ridare una ripassatina........ ;) ARTICOLO PRESO DA METEONETWORK E SCRITTO DA GIANLUCA MUSTO
Spesso leggo sui vari forum nazionali domande e commenti
su un fenomeno abbastanza sentito ma non da tutti conosciuto:
la Northern Atlantic Oscillation, più comunemente chiamata NAO.
Con questo articolo spero di poter chiarire i dubbi e le perplessità
di molti appassionati ed allo stesso tempo di porre domande e perplessità
ai più esperti.
Il nostro clima da sempre è strutturato da semplici ma coordinate mosse
tra i vari elementi atmosferici.
Sappiamo che durante il semestre freddo la pressione al livello del mare
diminuisce verso il Circolo Polare Artico ed aumenta in prossimità
della zona temperata;in questo modo si intensificano rispettivamente due
importantissime figure bariche,il Vortice Polare e L'Anticiclone Azzorriano.
Ma può accadere anche il contrario, ovvero un aumento pressorio a nord
ed una diminuzione a sud.
Questa oscillazione che nel nostro emisfero realizza gli scambi
meridiani di masse d'aria viene chiamata NAO.
NAO POSITIVA
Indica una rinnovata vigorosità del Vortice Polare ed un rinforzamento
dell'Anticiclone delle Azzorre (nel caso del nostro sistema europeo).
In sostanza non si creano le condizioni per degli scambi meridiani di
buona fattura nel Mediterraneo e quindi non si verificano i presupposti per la formazione
dei "corridoi naturali" per le discese di depressioni polari.
NAO NEGATIVA
Indica l'esatto contrario della Nao positiva: in pratica L'Anticiclone delle
Azzorre e il Vortice Polare si scambiano di posto, dando vita ad un
inverno piovoso e probabilmente ricco di incursioni fredde.
Da oltre 100 anni vengono raccolte informazioni su questo importante
fenomeno meteorologico che regola le sorti del semestre freddo.
Il grafico che riporto qui sotto fornisce un quadro deella situazione passata,
ma ci spinge,come vedremo,anche verso il futuro.
Si nota chiaramente come nei decenni scorsi ad un inverno con Nao
positiva si sia alternato un altro con Nao negativa; anzi,il trend
dei semestri freddi era molto più orientato verso anomalie termiche negative,
tanto che negli anni 60 alcuni climatologi arrivarono a parlare di una
nuova fase pre-glaciazione.
Nell'ultimo ventennio si prefigura dinanzi ai nostri occhi una situazione
completamente diversa.
In pratica vi è stato un rafforzamento dell'Anticiclone Azzorriano che non
ha permesso alle perturbazioni atlantiche ed alle depressioni del Vp di
meridianizzare la propria azione.
Tranne rare eccezioni, dal 1986 ad oggi la Nao ha rivoluzionato le
caratteristiche dell'inverno italiano, rendendolo più mite e meno piovoso.
Basterebbe guardare i dati nuvometrici dell'arco alpino o osservare quelli
pluviometrici del Nord-ovest, zona in cui l'Atlantico è fondamentale per
ottenere una buona dose di piogge.
Come mai è avvenuto questo cambiamento della Nao?
Con molta probabilità la causa principale è da ricercare nell'inquinamento
atmosferico.
Come spiegato all'inizio dell'articolo, può accadere che la pressione a
livello del mare diminuisca in Inverno alle latitudini polari ed aumenti spingendosi verso i Tropici.
Ma non è normale che vi sia un rafforzamento eccessivo e duraturo
del Vp e dell'Hp.
L'immissione di una grande quantità di gas nell'atmosfera ha sicuramente
riscaldato e innalzato la colonna d'aria atmosferica;alla quota di 30-50Km
vi è la stratosfera,dove le temperature invece di continuare a scendere
tendono ad aumentare.
Ma a causa dell'assottigliamento dell'ozono, dei vari inquinanti presenti e
dell'innalzamento della colonna d'aria è in atto un processo di
raffreddamento.
In questo modo si sta intensificando l'azione depressionaria del
Vortice Polare.
Cosa potrebbe accadere in futuro?
Dopo queste considerazioni molti potrebbero pensare che
nei prossimi anni vi siano ben poche speranze di ritornare ad inverni
regolari,con piogge e nevicate.
In effetti questa mancanza di regolarità, associata ad altre variabili, sta
causando non pochi problemi.
L'Italia si trova spesso ad aver bisogno delle classiche piogge autunnali e
invernali, mentre sempre più spesso si trova a far fronte con fenomeni estremi
come le alluvioni e le trombe d'aria.
Ma non è sempre successo tutto ciò??
L'alluvione di Firenze del 1966? Non erano certamente anni miti ed
inquinati come quelli odierni!
E le varie trombe d'aria al nord Italia?
I prossimi inverni potrebbero essere tutt'altro che miti e siccitosi.
Per prima cosa dobbiamo sottolineare che questa tendenza dell'ultimo
ventennio potrebbe rientrare in una normale fase di assestamento o nel
normale ciclo che la natura ha in tutte le sue forme.
Se avete osservato il grafico tra il 1900 ed il 1930 vi sono stati diversi anni con Nao
molto positiva, eccezion fatta per il mitico 1929.
L'inverno 2004/2005 è stato molto freddo e nevoso e le configurazioni sono state
di ottimo livello, segno che potrebbe anche essere iniziato un cambiamento di rotta.
Alla natura l'ardua sentenza. .
Spesso leggo sui vari forum nazionali domande e commenti
su un fenomeno abbastanza sentito ma non da tutti conosciuto:
la Northern Atlantic Oscillation, più comunemente chiamata NAO.
Con questo articolo spero di poter chiarire i dubbi e le perplessità
di molti appassionati ed allo stesso tempo di porre domande e perplessità
ai più esperti.
Il nostro clima da sempre è strutturato da semplici ma coordinate mosse
tra i vari elementi atmosferici.
Sappiamo che durante il semestre freddo la pressione al livello del mare
diminuisce verso il Circolo Polare Artico ed aumenta in prossimità
della zona temperata;in questo modo si intensificano rispettivamente due
importantissime figure bariche,il Vortice Polare e L'Anticiclone Azzorriano.
Ma può accadere anche il contrario, ovvero un aumento pressorio a nord
ed una diminuzione a sud.
Questa oscillazione che nel nostro emisfero realizza gli scambi
meridiani di masse d'aria viene chiamata NAO.
NAO POSITIVA
Indica una rinnovata vigorosità del Vortice Polare ed un rinforzamento
dell'Anticiclone delle Azzorre (nel caso del nostro sistema europeo).
In sostanza non si creano le condizioni per degli scambi meridiani di
buona fattura nel Mediterraneo e quindi non si verificano i presupposti per la formazione
dei "corridoi naturali" per le discese di depressioni polari.
NAO NEGATIVA
Indica l'esatto contrario della Nao positiva: in pratica L'Anticiclone delle
Azzorre e il Vortice Polare si scambiano di posto, dando vita ad un
inverno piovoso e probabilmente ricco di incursioni fredde.
Da oltre 100 anni vengono raccolte informazioni su questo importante
fenomeno meteorologico che regola le sorti del semestre freddo.
Il grafico che riporto qui sotto fornisce un quadro deella situazione passata,
ma ci spinge,come vedremo,anche verso il futuro.
Si nota chiaramente come nei decenni scorsi ad un inverno con Nao
positiva si sia alternato un altro con Nao negativa; anzi,il trend
dei semestri freddi era molto più orientato verso anomalie termiche negative,
tanto che negli anni 60 alcuni climatologi arrivarono a parlare di una
nuova fase pre-glaciazione.
Nell'ultimo ventennio si prefigura dinanzi ai nostri occhi una situazione
completamente diversa.
In pratica vi è stato un rafforzamento dell'Anticiclone Azzorriano che non
ha permesso alle perturbazioni atlantiche ed alle depressioni del Vp di
meridianizzare la propria azione.
Tranne rare eccezioni, dal 1986 ad oggi la Nao ha rivoluzionato le
caratteristiche dell'inverno italiano, rendendolo più mite e meno piovoso.
Basterebbe guardare i dati nuvometrici dell'arco alpino o osservare quelli
pluviometrici del Nord-ovest, zona in cui l'Atlantico è fondamentale per
ottenere una buona dose di piogge.
Come mai è avvenuto questo cambiamento della Nao?
Con molta probabilità la causa principale è da ricercare nell'inquinamento
atmosferico.
Come spiegato all'inizio dell'articolo, può accadere che la pressione a
livello del mare diminuisca in Inverno alle latitudini polari ed aumenti spingendosi verso i Tropici.
Ma non è normale che vi sia un rafforzamento eccessivo e duraturo
del Vp e dell'Hp.
L'immissione di una grande quantità di gas nell'atmosfera ha sicuramente
riscaldato e innalzato la colonna d'aria atmosferica;alla quota di 30-50Km
vi è la stratosfera,dove le temperature invece di continuare a scendere
tendono ad aumentare.
Ma a causa dell'assottigliamento dell'ozono, dei vari inquinanti presenti e
dell'innalzamento della colonna d'aria è in atto un processo di
raffreddamento.
In questo modo si sta intensificando l'azione depressionaria del
Vortice Polare.
Cosa potrebbe accadere in futuro?
Dopo queste considerazioni molti potrebbero pensare che
nei prossimi anni vi siano ben poche speranze di ritornare ad inverni
regolari,con piogge e nevicate.
In effetti questa mancanza di regolarità, associata ad altre variabili, sta
causando non pochi problemi.
L'Italia si trova spesso ad aver bisogno delle classiche piogge autunnali e
invernali, mentre sempre più spesso si trova a far fronte con fenomeni estremi
come le alluvioni e le trombe d'aria.
Ma non è sempre successo tutto ciò??
L'alluvione di Firenze del 1966? Non erano certamente anni miti ed
inquinati come quelli odierni!
E le varie trombe d'aria al nord Italia?
I prossimi inverni potrebbero essere tutt'altro che miti e siccitosi.
Per prima cosa dobbiamo sottolineare che questa tendenza dell'ultimo
ventennio potrebbe rientrare in una normale fase di assestamento o nel
normale ciclo che la natura ha in tutte le sue forme.
Se avete osservato il grafico tra il 1900 ed il 1930 vi sono stati diversi anni con Nao
molto positiva, eccezion fatta per il mitico 1929.
L'inverno 2004/2005 è stato molto freddo e nevoso e le configurazioni sono state
di ottimo livello, segno che potrebbe anche essere iniziato un cambiamento di rotta.
Alla natura l'ardua sentenza. .